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July 31 Questa volta si tratta di un quadro (pittura a olio) dell'artista svedese Graham McKean dal titolo "Thriller" che raffigura il re del pop con la classica giacca rossa, nel cimitero di una chiesa, circondato da demoni. L'opera sarà messa all'asta il mese prossimo per un valore stimato intorno alle 10,000 sterline. L'asta si terrà il 18 agosto presso la McTear's Auctioneers' Contemporary Art Auction a Glasgow. Ecco l'artista e la sua opera:
 Fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/5945...o-be-sold.html Giganti del gioco e delle slot-machines omaggiano Michael Jackson. Golden Casino, On Line Vegas e Go Casino commemorano la perdita dell'icona musicale con il gioco "Remembering a Legend" che prevede $15,000 di premi. E' assolutamente gratuito partecipare al gioco. Il primo classificato si aggiudicherà una somma di 5,100$ e ci saranno premi per i primi 200 classificati. Sarà possibile partecipare al gioco dal 21 Agosto 2009 fino al 51° compleanno del re del pop, il 29 Agosto 2009.
.jpg) Fonte: http://www.examiner.com/x-12351-Casi...with-a-tribute Secondo alcune fonti vi è la possibilità che il cortometraggio disneyano del 1986 con protagonista Michael Jackson, ritorni a Disneyland in tempo per Halloween. L'idea è nata proprio in seguito alla morte del re del pop avvenuta il 25 giugno scorso.
 Fonte: www.examiner.com Senza maschera, il suo addio pieno di lacrime lo ha umanizzato agli occhi dei milioni di fans adulanti e anche agli occhi dei detrattori scettici di tutto il mondo. Paris Jackson è stata la commovente conclusione del funerale di suo padre, Michael. Allo stesso tempo, le sue poche parole sono dolorosamente servite a ricordare l’eredità conflittuosa che, come alcuni sostengono, il miglior entertainer di sempre lascia dietro di sé all’indomani della sua improvvisa, tragica e misteriosa morte. Con la scomparsa di Michael Jackson, un’icona internazionale, sorgono altrettanti interrogativi riguardo alla vita ordinaria che egli conduceva dietro il sipario del suo palcoscenico privato. Un’intensa speculazione sulla reale causa di morte della star spazia da un’overdose accidentale alle accuse esplosive da parte di alcuni membri della famiglia di omicidio. Negli stadi finali della sua vita, Jackson era intrappolato nella spirale vertiginosa della dipendenza da farmaci incoraggiata da una rete di disabilitatori di stars e membri senza scrupolo dello staff medico. Come nella vita, Michael Jackson era inghiottito da complessi dilemmi etici e legali, così lo era anche nel preciso momento della sua morte. Domande concernenti la custodia dei bambini di Jackson, il controllo e la divisione della sua complessa proprietà, il luogo e le procedure di sepoltura per i resti della star, l’utilizzo del denaro pubblico di L.A. per la celebrazione commemorativa svoltasi allo Staples Center e infinite altre questioni si sono sollevate come un fitta nebbia nei giorni e nelle settimane successivi al 25 giugno. Sulla sua morte, il vaso di Pandora che è la vita segreta ma ampliamente scrutinata di Michael Jackson, si è nuovamente aperto e i media così come anche l’insaziabile appetito del pubblico per i succulenti dettagli, si sono subito manifestati. I titoli di giornale letti come vividi registri medici. “La Foto dell’Autopsia di Michael Jackson”, “I Capelli di Michael Jackson a Fuoco”, “Le ferite alle gambe di Michael Jackson e i Segni di Punture” e “Michael Jackson era Sterile” sono solo alcuni. Solo il più creativo degli scrittori di fiction potrebbe creare una storia così altamente drammatica e piena di colpi di scena. Nonostante il valore dell’intrattenimento di questi tabloids, è un oltraggio alla memoria di Michael Jackson non analizzare ragionevolmente i suoi significativi contributi culturali, in particolar modo nell’ambito dei diritti umani e della giustizia sociale, oscurati nell’esaminare la sua morte ed ora il suo corpo. Attraverso il suo prolifico lavoro, sostegno e donazioni multimilionarie, Michael Jackson ha innalzato la consapevolezza internazionale e supportato alcune delle problematiche più complesse e persistenti che affliggono la condizione umana. L’AIDS, il cancro, la fame, i senzatetto, la criminalità, il razzismo, la dittatura, il degrado ambientale, l’abuso dei minori, la violazione dei diritti degli animali, le restrizioni sulla libertà di parola ed altri infrangimenti di libertà civili basilari sono solo alcune delle questioni difficili che Jackson ha affrontato sfruttando il potere della sua celebrità. La comprensione intuitiva di Michael Jackson per i problemi riguardanti il sistema umano ecologico era sorprendente ed inusuale per ogni entertainer del suo calibro. Tanti sono stati abbagliati dall’imponente spettacolarità e le notevoli controversie connesse alla sua vita e alla sua morte, da non riconoscere le tematiche politiche e sociali dominanti intrinseche nella sua musica, nei suoi video e nelle sue interviste. La forte influenza emotiva, i messaggi e i sentimenti crudi che riverberano nei testi e nelle immagini di video, a volte inquietanti, di canzoni come “They Don’t Care About Us”, “Heal The World”, “Earth Song” e “Man in the Mirror” sono lancinanti. La passione e l’intensità con cui Jackson affonda le mani nella terra e si aggrappa agli alberi nel video di “Earth Song”, un capolavoro dedicato al benessere degli animali e dell’ambiente, sono il riflesso di un leader dell’umanità che tiene profondamente alle problematiche che egli stesso sfida. Anche solo gli eventi globali delle settimane successive alla morte di Jackson bastano a riflettere direttamente i problemi complicati per cui egli ha cercato di scuotere le coscienze a livello internazionale. In Iran davanti agli occhi di tutto il mondo, dimostrazioni civili sono state soppresse e vittime innocenti come la giovane Neda Agha-Soltan, sono state brutalmente assassinate dagli strumenti di uno stato totalitario. A Washigton D.C., un sostenitore della supremazia dei bianchi motivato da puro odio ha tentato di compiere una strage al U.S. Holocaust Memorial Museum, uccidendo una guardia afro-americana. Nella Corea del Nord le giornaliste statunitensi, Laura Ling e Euna Lee, sono state ingiustamente condannate a 12 anni di lavori forzati per servire da semplice merce di scambio per un malefico dittatore. Michael Jackson ha apertamente protestato contro queste forme di razzismo e repressione e ha tentato di accendere la nostra passione per prevenire la continuità di tali abusi, negligenze e discriminazioni. Come abbiamo fatto a non recepire questo messaggio quando, oggi più che mai, è necessario che venga assorbito dalla mente pubblica? Non solo gli allarmi lanciati da Michael Jackson continuano ad essere ignorati ma la sua reputazione continua ad essere infangata. Con l’attuale fissazione sui macabri dettagli relativi alla morte di Jackson, abbiamo perso di vista la rilevanza sociale di Michael Jackson nella nostra cultura odierna. La figura di Jackson ha il potere di forzare quello che potrebbe essere un periodo di difficile e scomoda autoriflessione pubblica. Quali progressi sono stati fatti nelle problematiche dei diritti civili e umanitari globali che Jackson aveva evidenziato alle masse? Cos’è effettivamente rimasto da realizzare in ciascuno di questi ambiti per poter davvero compiere dei progressi in futuro? Sono queste le domande fondamentali su cui bisognerebbe riflettere nel contesto della morte di Michael Jackson. Tanti potrebbero domandarsi perché mai dare a questa figura controversa, un uomo che è stato oggetto di forti critiche e reazioni pubbliche contrastanti, una simile importanza tra le notizie di cronaca odierne. A volte occorre una persona, non necessariamente un leader politico o spirituale, in grado di distinguersi simbolicamente dal resto della società, per far sì che quella stessa società rifletta sui principi che ritiene di seguire e sui valori che sostiene di abbracciare. Jackson, durante la sua vita e la sua morte, è stato ridicolizzato e venerato, calunniato e vantato. Sotto tanti aspetti, la sua storia rappresenta il punto più alto e il più basso che un essere umano possa mai raggiungere. L’eccezionale talento, il successo, la ricchezza e la pubblica adulazione di Michael Jackson si contrapponevano alla sua estrema solitudine, paura, dipendenza e distruzione della reputazione da parte dell’opinione pubblica. Alla fine, però Michael Jackson è stato molto più di un entertainer. I suoi contributi al mondo dello spettacolo sono senza dubbio profondi. Comunque, è il suo ampio impatto culturale a trascendere le barriere economiche, sociali, razziali, religiose e generazionali. Jackson si è trasformato da semplice magico performer a umanitario di importanza storica. Era un messaggero dei nostri tempi, un cantastorie visionario che ha innalzato i livelli di consapevolezza per i cittadini di ogni nazionalità. Questo è il livello di contributo che un contratto sociale richiede a coloro che sono stati benedetti con talenti naturali, potere e ricchezza. Non dovremmo dunque abbracciare e sostenere le persone con una simile missione, anziché deriderle? Con l’evolversi della storia e con il lavoro e la figura di Jackson che verranno analizzati congiuntamente al susseguirsi degli eventi umani, l’importante rilevanza culturale della sua persona verrà svelata. Come un pezzo di letteratura classica greca che abbraccia tematiche senza tempo di sofferenze e lotte umane, il canone e la celebrità di Michael Jackson occuperanno un posto simile nel pantheon culturale dei nostri giorni. Perché, dunque, è stato necessario sparare al messaggero? Il controverso documentario del 2003 di Martin Bashir “Living with Michael Jackson” è solo uno dei tanti esempi di come Jackson sia stato ingiustamente ritratto dai media. Il documentario è stato un incubo pubblicitario per la star. Le interviste e i commenti di Bashir furono palesemente montate con lo scopo di dipingere Jackson come un pedofilo, maniaco e megalomane. Il film fu incentrato, in maniera assolutamente negativa, sugli abusi che Jackson ha subito dal padre in tenera età, sui rumours riguardanti la sua drastica trasformazione fisica, sulle sue grandi amicizie con i ragazzini, sulla natura dei suoi precedenti rapporti sentimentali e sulle questioni concernenti i tratti somatici dei suoi bambini insieme ad altre notizie delicate. Bashir tagliò intenzionalmente del footage che poteva dare un’altra impressione di Jackson. La succesiva confutazione di Michael Jackson al documentario di Bashir trasmesso sotto forma di uno speciale TV presentato da Maury Povich, fornì uno sguardo inedito e schietto alla vera persona di quest’uomo. Sotto molti aspetti, Michael Jackson era un’anima sola che trovò gran conforto isolandosi dietro i cancelli del Neverland ranch in compagnia di animali, bambini, giostre e possedimenti sfarzosi. Negli ultimi anni, Jackson divenne così recluso da non riuscire ad ambientarsi nemmeno nella società delle celebrità, tanto era l’immensità della sua fama e l’attenzione parassitaria che scaturiva finanche dalla più breve delle apparizioni. Esaminando queste interviste, è chiaro che Michael Jackson è una delle figure più incomprese della cultura popolare moderna. L’incessante critica dei media contro Michael Jackson durante la sua carriera ed ora durante la sua morte è stata causata dal fatto che Jackson, come figura simbolica, ci obbliga a guardarci allo specchio e ad affrontare I problemi difficili e a volte intrattabili della nostra società che inconsciamente non vogliamo accettare. Come osa? Jackson mette in risalto, brillantemente, i traguardi e i fallimenti della civiltà nelle loro forme più estreme. L’essere ripudiato per la drastica trasformazione del suo viso era come riconoscere, allo stesso tempo, l’eccesso di una cultura ossessionata dalla bellezza che permette al denaro di cambiare finanche i componenti più fondamentali del nostro DNA. Nell’osservare e commentare la sua maschera, non stavamo forse, segretamente, riconoscendo le maschere letterali e figurate dietro le quali noi stessi, a volte, ci nascondiamo? Ironicamente, i cambiamenti fisici di Michael Jackson lo portarono ad essere etichettato come uno “strambo” o un “mostro” dalla cultura dei media che promuove la perfezione fisica attraverso ogni mezzo necessario. Come affermò Jackson in nella sua interviste con Bashir, “La chirurgia plastica non è stata inventata per Michael Jackson!” Le accuse per molestie sessuali a danno di un minore rivolte contro Jackson prima nel 1993 e di nuovo nel 2005, per le quali fu messo allo spiedo e arrostito dai media e dal pubblico, furono semplici tentativi di estorsione alimentati dalla pura ingordigia e gelosia degli accusatori. Nonostante l’accordo del 1993 e l’assoluzione dalle accuse del 2005, l’immagine pubblica e commerciale di Michael Jackson fu severamente danneggiata. Le accuse per molestie sessuali contro Jackson rappresentarono una moderna caccia alla strega nella sua forma più spregevole. Sfortunatamente per Jackson, la caccia non era localizzata solo a Salem ma si estendeva in tutto il mondo grazie all’aiuto della tecnologia moderna dei media. Le accuse per molestie furono alimentate da sentimenti di inadeguatezza provati dai genitori dei bambini “abusati” che adoravano Jackson. Probabilmente questi genitori sentendo di non poter competere con l’amore e la fantasia concreta che Michael Jackson dava ai loro bambini, decisero disperatamente di attaccarlo. La gelosia combinata all’avidità genera un forte combustibile. La rappresentazione di Michael Jackson da parte dei media come un essere eccentrico ossessionato dalla chirurgia plastica, lo ha reso un target facile e una vittima sgradevole. Semplicemente non era concepibile che qualcuno che agiva e appariva come lui potesse essere gentile, sensibile, compassionevole e amorevole. Qual’era la motivazione dietro tutto questo? Cos’è che non andava in lui? Doveva esserci qualcosa di losco. E se l’unica motivazione di Michael Jackson fosse stata semplicemente quella di dare speranza ai meno fortunati? Forse tutto questo non è stato altro che l’insensata distruzione di un essere umano per soddisfare le nostre insicurezze e reprimere le nostre paure per l’ignoto e l’incompreso. Riflettendo sulla vita e la morte di Michael Jackson, è difficile non rattristarsi e non vederlo sotto una luce tragica. Con tutto il suo potere, la sua ricchezza e la sua fama, giace ora dinanzi a noi come un uccello schiacciato dopo esser stato ripetutamente colpito da enormi sassi. Demoralizzato, Jackson continuava a ripiegare su sé stesso, preoccupato per ciò che quel mondo, a cui lui teneva tanto e che sperava cambiasse per il meglio, gli stava scagliando contro. I farmaci sono serviti soltanto ad alleviare il dolore di un’artista e di un umanitario sovraccarico di una missione che credeva di non aver portato a termine. Assuefatta, era l’ingordigia di coloro che circondavano Michael Jackson continuando ad assecondare i suoi desideri per auto proteggersi. Il torpore degli antidolorifici alleviava il dolore causato dal sapere che nonostante ciò che avesse cercato di dare o cambiare nella società circostante, il fardello delle sue creazioni e della critica sarcastica che da esse scaturì era divenuto troppo pesante per una persona sola da sostenere. Michael Jackson era il Sisifo dei nostri giorni, l’uomo primitivo vestito di pelli condannato a lanciare ripetutamente una pietra su una montagna solo per vederla rotolare giù nuovamente. Tristemente però, il nostro Sisifo è collassato sotto il peso della sua battaglia. A Michael Jackson è stato attribuito il ruolo eccessivo di divinità del pop, di figura mitica, solo per essere crocefisso e lapidato dagli stessi onnipotenti media che crearono il suo successo. Le sue audaci stravaganze andavano al di là del comportamento standard socialmente accettabile ma erano necessariamente illegali o sbagliate? No. La maggior parte delle azioni di Jackson erano sì poso convenzionali ma, allo stesso tempo, la grandezza della sua celebrità e il suo status globale non erano forse al di là di qualsiasi altra cosa che la cultura odierna avesse mai visto? La sua megalomania e la sua eccentricità si sono influenzati ed ingigantiti a vicenda. E’ innegabile che l’immensa celebrità e ricchezza di Michael Jackson gli hanno permesso di distaccarsi dalla società tradizionale e osservare il mondo da una posizione privilegiata. A volte però, occorre proprio quella posizione fortunata ed isolata per essere in grado di fare le osservazioni sociali meno contaminate ed infine elaborare il commento sociale più efficiente attraverso l’arte. Nella storia, il lavoro e le vite di tanti artisti sono stati ridicolizzati e disprezzati dal pubblico durante i loro tempi d’oro, per essere compresi solo dopo la morte nel canone dei Grandi. Senza dubbio anche Michael Jackson, a tempo dovuto, riceverà dalla critica lo stesso livello di acclamazione come artista ma anche e soprattutto, come umanitario. Fonte: mjfanclub.net UPDATE: TMZ ha saputo che l'AEG ha donato finalmente i 90,000$ alla L.A. Police Foundation -- come promesso. Ci è stato dettp che una parte dei soldi serviranno come fondi per costruire un monumento di fronte al nuovo quartier generale della polizia di L.A. in onore alla memoria di ufficiali caduti. AEG ha finalmente dato in beneficenza i soldi dove era giusto che andassero -- e ha detto che manterranno le loro promesse donando i soldi racconti al memorial di Michael Jackson a favore della L.A. Police Foundation. I tempi saranno impeccabili, considerando che ieri abbiamo saputo che il procuratore della contea di L.A. stata indagando l'AEG per non aver sborsato il denaro. Stando a ciò che riporta il LA Times, la compagnia ha pianificato di fare oggi una donazione di 90,000$ coi soldi ricavati dalla vendita dei 18 posti esclusivi il 7 luglio al memorial allo Staples Center. Come avevamo già detto, il procuratore della città di L.A. sta indagando l'AEG per la questione del versamento per la donazione -- e credono che l'AEG dovrebbe pagare per la sanità, per i trasporti, i servizi stradali e la protezione da parte del LAPD, somma che è stimata andare alle 7 persone.
Fonte: TMZ.com I rapporti che affermano che Michael Jackson avrebbe trascorso la sua ultima notte nella sua camera da letto non sono veri -- abbiamo saputo che Jackson ha passato le sue ultime ore nella camera da letto del dott. Conrad Murray ... nel letto del dott. Conrad Murray. Molte fonti interne alla polizia ci hanno detto che Jackson non voleva che la gente andasse dentro e fuori dalla sua camera, così era solito stare nella stanza del dott. Murray per fare la flebo di Propofol. Ci è stato detto che il dott. Murray ha somministrato il Propofol a Jackson ore prima della sua morte, mentre il cantante era disteso sul letto di Murray. Le forze della polizia credono che il dott. Murray potrebbe aver usato la sua stanza quasi soprattutto la notte per somministrare il Propofol a Jackson. I paramedici hanno trovato un'asta per flebo in vena, una sacca da flebo vuota e bombole di ossigeno nella camera del dott. Murray. Abbiano già detto che il dott.. Murray ha lasciato la stanza dopo che Jackson aveva cominciato la flebo in vena di Propofol e potrebbe essersi addormentato. La polizia crede che quando si è svegliato il cuore di Jackson poteva già essersi fermato. Ci è stato anche riferito che il dott.. Murray non era a casa di Jackson durante il giorno. Di solito arrivava la sera e se ne andava la mattina. Le fonti investigative credono che il dottore andasse regolarmente a casa di Jackson la notte per somministrargli il Propofol per farlo dormire. Credono anche che il dott... Murray potrebbe aver scoperto Jackson morto verso più o meno le 9:00 di mattina. Una teoria/pista che sta seguendo la polizia è ... dopo aver scoperto Jackson o in pericolo di vita o morto, il dott.. Murray ha chiamato due impiegate del suo studio a Houston e gli ha detto di andare nel suo magazzino per rimuovere e portare via certe scatole. Entrambe le ragazze hanno detto a TMZ che il dott. Murray non le ha chiamate, ma la polizia non ci crede. Le versione delle due donne non coincidono -- una dice che ha recuperato una scatola di aghi usati; l'altra dice che è stata là per prendere una sedia. Per quanto riguarda il contenuto delle scatole, la polizia sta investigando se il dott. Conrad Murray era solito ricevere il Propofol nel suo studio di Houston ... possibilmente tenuto nel suo deposito ... e poi portati a L.A. come necessario. Il dott. Murray aveva affittato il deposito il 1 aprile e il personale era tornato 4 diverse volte prima della morte di Jackson. Sappiamo che quando la DEA ha perquisito lo studio di Houston del dott. Murray, loro hanno prelevato una carta rolodex con informazioni sulla FedEx. ETonline.com ci sono altre informazioni: ...Allora cos'è successo poi? Oggi ci sono nuove voci di un possibile depistaggio. Qualcuno ha forse ripulito da tutte le droghe la casa di Jackson di Holmby Hills? ''Fonti ci hanno detto che il giorno in cui è morto Michael Jackson è stato visto un uomo afroamericano con la barba portare via sacchi della spazzatura dalla casa in affitto di Michael. Dentro c'erano blocchi per prescrizioni di due medici diversi -- e carichi di prescrizioni di bottiglie (penso intenda fialette) di dorga con nomi falsi. Abbiamo saputo che ci potrebbe essere un video di quello che è successo e le borse di oggetti medici sono ora nelle mani della D.A.'' ... ''Fonti della polizia ci hanno detto che credono che Michael Jackson sia morto a causa di un mix letale di droghe conclusosi con l'iniezione finale del potente anestetico Propofol.'' ... Il rilascio dei risultati dell'autopsia sono stati rimandati a data indefinita perchè ben oltre 12 medici potrebbero essere connessi nelle dipendenze da droga di Jackson. ''Inclusi nella lista sono: un dentista di Las Vegas, un anestesista di Beverly Hills e un otorinolaringoiatra di New York, lo stesso che avrebbe eseguito i test fisici di cui Jackson aveva bisogno per far sì che i promotori dei concerti riuscissero ad ottenere l'assicurazione per il suo tour londinese.'' Domenica 26 Luglio 2009 09:49 La World Awards Association ha deciso di consegnare il primo "Save The World Awards" a Michael Jackson, con un motto speciale: "Heal The World". Gli obbiettivi del "Save The World Awards" sono simili a quelli che Michael ha sempre incoraggiato in tutta la sua vita: pace, tolleranza e rispetto per la nostra fragile Terra. Jermaine Jackson ha accettato il premio, conferito al fratello Michael per l'incredibile impegno nell'aver aiutato i meno fortunati e aver dato una voce ai più deboli. "Sono orgoglioso che Michael abbia arricchito le vite di così tante persone, non solo con la sua musica, ma soprattutto con la sua grande generosità," ha detto Jermaine mentre accettava l'onorificenza. "Il messaggio di Michael è sempre stato 'Cura il Mondo' ed è quindi ora compito di ognuno di noi continuare ad andare nella stessa direzione."  GUARDA IL VIDEO fonte: MJPortal La mattina del 26 luglio alle ore 10, il Ministro Louis Farrakhan ha parlato in occasione della conferenza domenicale tenutasi a Chicago, nella sede della Nation of Islam (NOI). la conferenza è stata intitolata 'La crocifissione di Michael Jackson ed altri leader neri', visibile in streaming sul sito ufficiale dell'organizzazione ed ora in vendita su DVD. mentre Farrakhan parla delle gesta di MJ, chiamandolo confidenzialmente 'fratello' e spacciandolo per un membro, spuntano delle tesi secondo le quali la Nation Of Islam è coinvolta in prima persona nella sua morte. sembrerebbe che tale Farrakhan sia uno dei mandanti della morte di Malcolm X, e la stessa NOI è riconosciuta come un'organizzazione fortemente razzista e discriminante nei confronti di ebrei e caucasici - la nemesi del KKK, in sostanza. insomma, non un bastimento di angioletti. è inquietante quindi sapere che Michael è stato letteralmente circondato da uomini di Farrakhan in questi ultimi anni di vita. tre quarti del personale a Neverland, guardie del corpo, addirittura Grace Rwaramba come infiltrata, il dottor Tohme e, indovinate un po', il dottor Murray. già dal 2003 lo stesso Farrakhan è stato spesso accanto a Michael, merito dell'avvicinamento i fratelli Randy e Jermaine. da qui in poi il delirio. Farrakhan se lo trascina in affari loschi, lo monopolizza. ed ora, a distanza di un mese dalla sua morte, si parla di complotti, maledizioni, ricatti - 'se ci lasci vai in bancarotta', 'se ti ribelli rovineremo la tua reputazione'. una situazione che mi ricorda vagamente quella di Malcolm X. e sappiamo tutti come finì. "BERLINO - La popolarità" di Michael Jackson spaventava la Stasi, la polizia segreta del regime di Berlino est che arrivò a concepire un piano per censurare quasi in diretta il re del pop qualora avesse fatto riferimenti alla libertà negata nella Germania orientale. Il piano, poi non realizzato, risale al 1988, in occasione di un concerto che Jackson tenne nella libera e filo-occidentale Berlino ovest. E a rivelarne l'esistenza, più di 20 anni dopo, è il quotidiano tedesco Bild citando documenti riemersi dagli archivi del "Ministero per sicurezza di Stato", l'organizzazione di sicurezza e spionaggio della Ddr detta anche Stasi. Il concerto si svolse il 18 giugno di quell'anno dietro alla Porta di Brandeburgo, il monumento-simbolo di Berlino sormontato da una quadriga e situato proprio dove si ergeva il Muro che sarebbe caduto meno di un anno e mezzo dopo. Dal viale Unter den Linden, nell'est comunista, fu possibile sentirlo distintamente e la famigerata Stasi - emerge dai documenti - temeva "uno scontro" con giovani aizzati da quelli che aveva individuato come provocatori anti-regime. Per evitare i disordini, l'organizzazione dell'onnipotente Erich Mielke impostò l'ideazione di un "concerto diversivo", come lo chiama la Bild. Il piano era quello di allontanare i giovani dal Brandenburger Tor per radunarli in uno stadio nel profondo est della città, lontano dalle note live dei brani tratti dagli album Thriller e Bad (uscito solo un anno prima), che suonavano tanto di degenerato capitalismo alle orecchie dei gerarchi comunisti. Per Mielke il vero problema però non era tanto l'inarrestabile avanzata della cultura pop occidentale, quanto il rischio che "il cantante americano Michael Jackson" - come lo definisce asetticamente una nota della Stasi - avrebbe potuto inneggiare alla libertà tra una canzone e l'altra. Per poter cancellare quelle che la terminologia-Stasi definiva "provocazioni politiche", si pensò di consentire la proiezione del concerto su maxi-schermi nello stadio, ma con un rozzo trucco: la trasmissione sarebbe avvenuta in differita, con un ritardo di due minuti durante i quali poter oscurare frasi e gesti sgraditi sostituendole al volo con spezzoni di un vecchio concerto dello stesso Jackson. Per motivi non precisati il piano saltò e la Stasi si dedicò alla soluzione più semplice: dar la caccia ai fan di Jacko per le strade di Berlino est." Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/si...622224851.html Omer Bhatti è figlio di Michael Jackson? Lui stesso dice di no. Chi invece dice di sì è Joe Jackson, il padre del cantante. L’uomo ha confermato il tutto a NewsOne (video sopra): “Sì, sapevo che aveva un altro figlio. Omer assomiglia a Jackson, sa ballare come lui… questo ragazzo è un fantastico ballerino”. Omer Bhatti, il presunto figlio di Michael Jackson, esce allo scoperto. “Michael non è mio padre, lui e io eravamo molto, molto amici. Lui era il mio migliore amico. Michael era solito dirmi che io per lui ero come un figlio, ma i miei veri genitori sono qui in Norvegia. La ragione per la quale io ho chiesto di sedermi con la sua famiglia alla cerimonia è perché Michael era il mio più caro amico, non perché sono suo figlio”. Omar ha anche negato di aver richiesto il test del Dna. Ad ogni modo aspettiamoci altre novità. Abbiamo saputo che il procuratore della città di Los Angeles sta indagando sull'AEG per aver fatto, a quanto pare, promesse alla gente che ha pagato migliaia di dollari per partecipare al memorial di Michael Jackson ... ma non le ha mantenute poiché non ha donato i soldi alla LA Police Foundation. Fonti dell'ufficio del procuratore ci dicono che sono stati depositati dei reclami da parte di persone che avevano prenotato dei posti per il memorial del 7 luglio allo Staples Center. L'AEG aveva promesso a queste persone che avevano pagato 5,000$ per un posto in poltrona che i soldi sarebbero stati donati alla LA Police Foundation, ma non è stato dato loro nemmeno un centesimo. Un legale della AEG ha detto a TMZ che 18 posti erano stati venduti per 5,000$ e che infatti l'azienda aveva promesso che i soldi sarebbero stati donati alla LA Police Foundation. Il legale ha aggiunto anche che l'AEG sta ancora calcolando i costi della serata e che ha lo stesso intenzione di fare questa donazione. L'AEG dice che la città sta cercando fi farla franca, ma il procuratore crede che l'AEG sia in attesa delle spese incuse la sicurezza sanitaria, i trasporti, i servizi di polizia e di sorveglianza e la protezione del LAPD. Fonte: TMZ.com ET ha ottenuto la foto del medico personale di Michael Jackson, il dott. Conrad Murray, di quando venne arrestato nel febbraio del 1991. Il dott. Murray fu arrestato per accuse di violenze domestiche il 3 febbraio del 1991 dopo un incidente con la sua ragazza dell'epoca. Il dottore fu processato e assolto. Martedì, il dott. Murray -- indagato -- era presente durante la perquisizione a casa sua e ha aiutato gli agenti stando a quanto ha raccontato il suo avvocato ad ET.
 Fonte: ETonline.com Un video del 2003, registrato da Bryan Stoller e finora inedito, dove Michael canta al telefono con Liz Taylor due canzoni ["Minute by Minute (I Keep Holding On)" e "What a Fool Believes"] dei Doobie Brothers. Saranno proprio Whitney Houston e Robbie Williams a riempire le 23 date lasciate scoperte da Jackson nel 2010. L'AEG, infatti, era da tempo alla ricerca di grandi nomi per rimpiazzare le date in cui avrebbe dovuto esibirsi il re del pop recentemente scomparso. Fonte: http://www.radaronline.com/exclusive...place-o2-arena July 30 E' una guerra torba quella tra le forze dell'ordine di Las Vegas da una parte e la coalizione tra LAPD e DEA dall'altra che, secondo diverse fonti investigative, avrebbe compromesso la perquisizione avvenuta ieri nella casa e nell’ufficio del Dr.Conrad Murray. Vi abbiamo già riferito che la DEA e la Polizia di Los Angeles volevano effettuare le perquisizioni di Huston e Las Vegas in contemporanea per mantenere l'effetto sorpresa ... ma la perquisizione di Vegas è stata fatta in ritardo di 6 giorni. Le nostre fonti ci hanno detto che D.A. a Las Vegas ostacolò il tutto e, prima che la corte rilasciasse il mandato di perquisizione, passò diverso tempo. ... Un membro dell'ufficio del D.A. ha detto che è prassi del procuratore andarci piano prima di rilasciare un mandato. Ma fonti interne alle altre agenzie coinvolte nelle indagini ci hanno detto che non c'erano ragioni per le quali il D.A. dovesse far attendere oltre per emettere un mandato. E moltissime fonti ci hanno detto che la polizia di Vegas ha rallentato le cose cercando di prendere il controllo delle perquisizione e scavalcare l'autorità della DEA. Un'importante ufficiale delle forze dell'ordine ha dichiarato: " C'erano più probabilità di ottenere un mandato. ". Un altro ufficiale ha definito l'operato della polizia di Las Vegas " un colpo di stato ". The Vegas raids were conducted yesterday ... 6 days after the Houston raid. That gave Dr. Murray more than enough notice that the other shoe was about to drop. La perquiszione di Las Vegas è stata condotta ieri ... 6 giorni dopo quella di Huston. Questo ha dato al Dr. Murray molto tempo per venire a conoscenza di quello che sarebbe successo. (quindi tempo per nascondere le prove) The Las Vegas D.A. would not comment. As for the Vegas PD, a spokesman told us "We're not aware of any feud over the action involving this warrant." Ne il D.A. ne la Polizia di Las Vegas hanno voluto commentare l'accaduto, un informatore ci ha detto " Non siamo a conoscenza di nessuna rivalità interna sull'emanazione del mandato di perquisizione " .
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